giovedì, aprile 09, 2009

Figlio di internet, pseudo-acculturato solo per la cultura a portata di mano, ad un click dalla mano. un Chocolate Jesus del pomeriggio, specialmente ora che fa tiepido. Se tutto fosse solo un poco più difficile non ci sarei affatto...

postato da: TimidoSemiUbriaco | 15:15 | commenti (2)

sabato, gennaio 31, 2009

... tic e spasmi muscolari son le mie sanguisughe.
Non sento altro...
Sul comodino stanno immobili tazze da caffè e pagine ingiallite di mezzi libri (che potrei vendere al mercato del mezzo usato),
avrò pur intrapreso qualche azzardata azione nelle ore passate, anche se il solo pensiero mi stupisce...

...scendendo dalla superstrada una miriade di luci illusorie mi accoglie e sorprende come sempre. Parrebbe una città a seguire viva e vegeta ma è solo cicatrice da lavoro, bruciatura, chilometro quadrato industriale, ammasso di eternit, odore di sapore,polvere in bocca, amaro in bocca, amaro addosso, sudore vano, IMMOBILITÀ, movimento minimo commercializzato....anonimia....

Strada percorsa a dovere, per dovere. Grandezza assopita, ingranaggio più che spesso arrugginito...
e a letto presto che domani presto anche.....




postato da: TimidoSemiUbriaco | 02:56 | commenti (2)

martedì, dicembre 23, 2008

..un solletico di filo di lama che esiterà per sempre a fare lo scatto decisivo, a snodare grumi di rabbia e rancore...

postato da: TimidoSemiUbriaco | 01:08 | commenti (2)

lunedì, dicembre 01, 2008

...mio padre era un pescatore...
...aspettava..
..cosa che io non ho mai saputo fare.
Ha sempre aspettato il momento migliore, il momento buono che buono abbastanza non sembrava mai...
...mio padre era un pescatore ma pesce non ne ha mai mangiato, voleva semplicemente esserlo. Studiava ciò che lo circondava con l'attenzione di un carpa, l'eleganza di una trota marmorata e l'ingenuità di un'effimera effimera, che se ne va prima del calar del buio...
...così ha fatto lui.
L'ultima immagine che ho di mio padre è di spalle, immerso nel suo fiume, un sorriso di profilo, l'entusiasmo di un bambino che non pensa a quello che di male lo as
petta....ma solo alla lieve corrente d'acqua che lo precede.
.
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postato da: TimidoSemiUbriaco | 23:26 | commenti (5)

giovedì, ottobre 23, 2008

......Zampanò mi scherzerebbe.....
alla fine la polvere sulle gengive nemmeno graffia più di tanto ed i tendoni plasticacuciti son cosa di più nostalgico ti ritrovi fra le mani
piazza XX settembre rimane silente.Aldo Moro si gratta la schiena col poco di unghie rimastegli lughe...


postato da: TimidoSemiUbriaco | 03:26 | commenti (3)

lunedì, agosto 11, 2008

non riesco a far a meno dell'anonimato...animato...in ogni cosa .. sara' la solita rabbia da self expression....

postato da: TimidoSemiUbriaco | 02:32 | commenti (3)

lunedì, agosto 04, 2008

con la faccia chiedevo pietà con le mani gridavo vendetta....ho picchiato le nocche dure sul legno scoperto e sverniciato del tavolo della cucina economica...le lische che mi ero dimenticato di togliere si conficcavano ancor di più nei polpastrelli....mi piace il pesce...lo sai....mi hai insegnato tu a nuotare ed ad avere paura..

postato da: TimidoSemiUbriaco | 23:04 | commenti

sabato, maggio 17, 2008

fa finta di no....fuji san....
...non c' era che da scusarsi con chi ci osservavadall' alto...anche disinteressato..
l' origine di tutte le nostre scuse...o almeno delle mie...


postato da: TimidoSemiUbriaco | 05:29 | commenti (5)

sabato, maggio 03, 2008

...mi perdo sempre nello spiegare l'odore dell'argine appena raso.
Non sopporto le persone che vanno avanti senza pensarmi...


postato da: TimidoSemiUbriaco | 04:49 | commenti (5)

domenica, febbraio 03, 2008

… più di quanto ci aspettiamo son proprio i nostri sospiri a farci da unità di misura temporale… si sostituiscono a secondi, minuti e spesso a giornate intere… e proprio il tempo che cade per errore tra un sospiro ed un altro si accorcia, rimbalza, si stira, come un elastico di aria e diaframma. Mi son trovato spesso a grattar i polpastrelli ruvidi sugli spigoli, ormai stondati ed innocui , del portone del cinematografo, ignorando le schegge che si insidiavano sotto le unghie, curandomi solo della strada… o di quello che mi rimaneva della strada. Come quando ad alta velocità ti viene da spostare la testa di lato per riuscire a respirare meglio… … in quel momento ti accorgi che tutto passa di fianco, non davanti, di fianco, passa la gramigna secca, qualche carcassa provvisoria, passa l’erba umida e passan i deserti. Ogni chilometro era l’odore di uno stato d’animo, era il sapore di una pelle era il sussuro di un canto stonato, tutto tinto dall’imobilità centenaria di abitudini centenarie, quelle di cui è cosí semplice innamorarsi e far finta di farne parte… La storia negli sguardi, nel pane, nel passaggio instancabile di fantasmi sotto tendine di plastica svolazzanti… nella paura di sentirsi cosí incredibilmente… a casa.

postato da: TimidoSemiUbriaco | 00:43 | commenti (15)